Il Caravaggio a La Valletta

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Essere più o meno al centro del Mar Mediterraneo, ad egual distanza dalle coste africane e dalla penisola italica, asserragliati tra le mura della capitale di uno degli Stati più piccoli ed affascinanti dell’intero pianeta e ritrovarsi immobili di fronte alla più grande tela, in termini di dimensioni (361×520), di uno degli artisti più amati e studiati dell’arte pittorica di tutti i tempi, rende davvero indescrivibile la visita all’isola di Malta. Ottimamente conservata nell’Oratorio di San Giovanni Battista dei Cavalieri nella Concattedrale di San Giovanni a La Valletta, vi è infatti La Decollazione di San Giovanni Battista,  dipinto di Caravaggio realizzato nel 1608 in olio su tela.

Collocato in tutta la sua lunghezza nella parete più stretta dell’Oratorio, il dipinto firmato col sangue che schizza dalla testa del Santo, non può non lasciare l’osservatore impietrito, enorme e terribile nel dramma del boia con il coltello pronto a vibrare il colpo finale e nel color rosso delle veste e del sangue che fuoriesce dal collo del Battista. Si possono notare nella tela le tante ampie zone di vuoto lasciate nella penombra dal pittore bergamasco, vuoti riempiti dall’emergere delle figure illuminate dei personaggi: San Giovanni Battista morente, il carceriere, il boia che si appresta a vibrare il colpo finale, la giovane Salomè, una vecchia sconvolta dall’orrore e sullo sfondo a destra due carcerati che assitono alla scena. Un opera che, accostata alla vita inquieta e di fuga di Michelangelo Merisi il Caravaggio, ricordiamo che il pittore era ricercato in quanto colpevole di omicidio, racchiude come negli altri suoi dipinti un’analisi dello stato umano, sia fisico che emotivo, con un drammatico uso della luce. Non dimentichiamoci che egli si trovava a Malta proprio con l’ obiettivo di diventare cavaliere per ottenere l’immunità ed evitare la condanna alla decapitazione che poteva esser eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per la strada. Da allora nei dipinti dell’artista lombardo cominciarono ossessivamente a comparire personaggi giustiziati con la testa mozzata, dove il suo macabro autoritratto prendeva spesso il posto del condannato. Egli riuscì nel suo intento quando ricevette la nomina a Cavaliere di Grazia, proprio poco prima dell’esecuzione del dipinto e, grazie a quest’opera, ottenne l’onore della Croce di Malta ma, un duro litigio e il fatto che anche sull’isola giunse la notizia dell’accusa rivolta al pittore, la sua permanenza venne immediatamente tradotta in carcere. Quando il pittore riuscì rocambolescamente ad evadere e a fuggire dall’isola, inevitabile fu l’espulsione dall’ordine dei cavalieri.

Il passaggio del Caravaggio a La Valletta, testimoniata da questa magnifica opera d’arte, è la conferma di quanto questa piccola capitale possa attrarre l’attenzione di ogni visitatore. Fondata per così dire “recentemente” nel 1566, è riuscita in poco tempo ad impregnare le mura dei suoi edifici di una ricca e d interessante storia divenendo oggi il porto principale di Malta. Non solo mare e sole sull’isola, ma tanta cultura attende coloro che decidono di trascorrere del tempo in questa piccola capitale. Anche qui sono presenti numerosi gestori di 9flats.com che saranno lieti di ospitarvi e, se scegliete proprio La Valletta come base di partenza, prenotate in questo appartamento. Sole, mare e Caravaggio vi aspettano!

Quando il viaggio è in un libro

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Quante volte, seduti sulla poltrona di casa o comodamente sdraiati su di una coperta nel prato sotto l’albero del giardino, nell’impossibilità di esserne i principali protagonisti, abbiamo dovuto “accontentarci” della lettura di un buon libro di viaggio? Solo parole ma parole che smuovono, come questo breve dialogo frutto della estrosa penna di Jack Kerouac: ”Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare».

Il libro di viaggio è infatti come uno di quei pochi oggetti misteriosi che, se usato nel modo appropriato, può davvero regalare momenti di vero piacere e rilassatezza. Possiamo includere in questa categoria letteraria numerose tipologie di scritti: i diari, i resoconti di viaggio, i famosi taccuini di appunti, le avventure o semplicemente alcune guide e mappe di buona qualità. Ogni qualvolta il lettore ne entra in possesso viene infatti proiettato in luoghi lontani e fantasiosi che non sempre potrà in seguito veramente visitare. Per fare qualche nome, come non citare l’incredibile resoconto del “Viaggio in Italia” di J.W. Goethe, forse uno degli esempi più eccelsi di quello che può essere considerato il vero diario di viaggio, pratica comune nei secoli scorsi degli aristocratici durante i loro viaggi di formazione. Lo stesso Bruce Chatwin nelle sue pubblicazioni, tra cui spiccano i capolavori: “In Patagonia” e “Anatomia dell’irrequietezza“, analizza il tema del viaggio, della scoperta, dello studio storico e sociale dell’uomo, dimostrandosi un abile narratore di storie alle prese con generi letterari diversi. E come dimenticare “On the Road“, il romanzo autobiografico dello scrittore statunitense Jack Kerouac basato su una serie di viaggi in automobile attraverso gli Stati Uniti. Come si può immaginare sono moltissimi coloro che scrivono di viaggi; Ryszard Kapuściński, Chuck Palahniuk, Joseph Conrad, Ernest Hemingway fino ad arrivare ai conterranei Paolo Rumiz e Enrico Brizzi, ma sono solo alcuni nomi ai quali affidarsi per scoprire questo mondo. Sono davvero tanti i titoli che vorremmo leggere e consigliare ma, vista anche la varietà di generi che si inseriscono in questa categoria, non sarebbe più interessante un consiglio da parte vostra?

A forza di parlarne, tra realtà e finzione, la voglia di partire per un viaggio si è moltiplicata. Non resta allora che preparare lo zaino e mettersi in cammino per trasformare quel sogno in realtà. Non dimenticate di dare una sbirciatina a 9flats.com  per prenotare gli alloggi nelle destinazioni prescelte. Consiglio di provare queso portale anche perché è sempre possibile incontrare gestori molto interessanti ed ospitali, quasi da scriverne un libro!

Londra, Olimpiadi 2012 e non solo

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Le Olimpiadi 2012 che si svolgeranno nella prossima estate a Londra attireranno, oltre alle centinaia di atleti provenienti dalle più svariate nazioni, milioni di persone appassionate di sport e non solo. Numerose le novità che la capitale inglese riserverà ai suoi ospiti, a partire dai quartieri dell’avanguardia artistica dell’ East End, fino al nuovissimo grattacielo progettato dal famoso architetto italiano Renzo Piano: The Shard, il più alto di tutto il Regno Unito. Emozioni olimpioniche che, a partire dalla cerimonia di apertura, accompagneranno i presenti durante tutto il soggiorno londinese, senza comunque dimenticare i numerosi appuntamenti previsti per quel che riguarda l’arte e la cultura. La Tate Modern ad esempio, propone una retrospettiva su uno degli artisti più influenti della sua generazione, Damien Hirst esponendo oltre 70 lavori dell’artista inglese tra cui spicca: The Physical Impossibility of Feath in the Mind of Someone Livin, opera in formaldeide dallo straordinario impatto visivo che rappresenta uno squalo sospeso, a simboleggiare la nostra paura più antica. Considerando che in quei giorni gli atleti raggiungeranno il massimo delle loro prestazioni sportive, sarà allora davvero eccitante assistere ai giochi olimpici. Forza fisica, intelligenza ed istinto saranno i fattori determinanti per la vittoria finale, un pò come succedeva nei duelli cavallereschi o nelle lotte tra animali feroci. Ecco allora che l’opera architettonica in acciaio e cristallo dell’architetto italiano e l’arte di Hirst sembrano volersi alleare proprio qui nella capitale Londinese, per sovrapporsi in un gioco di immagini imponenti e d’effetto con i corpi agili e muscolosi e i visi tirati di coloro che lottano per la medaglia, come i maratoneti nelle gara olimpica per eccellenza.

Dal 27 Luglio al 12 agosto la città con i suoi sobborghi sarà quindi invasa di gente che riempirà tutti gli alloggi disponibili. Se molte volte le soluzioni più “indovinate” sono quelle scovate magari in loco proprio all’ultimo minuto, questa volta anche Pensare Camminando consiglia di anticipare i tempi per le prenotazioni, sia per risparmiare denaro, sia per aver la possibilità di scegliere tra le migliori sistemazioni disponibili. 9flats.com, l’innovativo servizio di prenotazione alloggi, per l’occasione ha inserito nel suo portale anche la possibilità di una prenotazione immediata (come in questo bellissimo camera privata nel Nord di Londra: clicca qui) in modo che, senza dover aspettare la risposta del gestore, anche voi possiate aver assicurato un posto in prima fila alle Olimpiadi 2012!

Lugano e gli addii

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Pensi a Lugano e subito risuanano in mente le strofe della canzone di uno straordinario Ivan Graziani: “Lugano addio cantavi, mentre la mano mi tenevi“. Come spesso accade, addentrandosi nei testi e nella musica , ci si accorge che da una semplice “canzonetta” si riesce a cogliere un pensiero più profondo, dove l’amore è solo il contorno ad una storia di immigrazione e differenze sociali che vanno ad intrecciarsi come in questa strofa: ” ed io cantavo di un posto che non avevo visto mai. Tu, tu mi parlavi di frontiere di finanzieri e contrabbando “. La sorpresa poi è tanta quando, girovagando nel mondo del web,  si scopre anche un’altra bellissima canzone dalle simili tematiche:  Addio Lugano Bella. Una magnifica vecchia versione di Giorgio Gaber, cantata  insieme a un gruppo di tutto rispetto formato da Jannacci, Toffolo, Pisu e Profazio, ci presenta questa che è una ballata anarchica scritta addirittura nel lontano 1895 da Pietro Gori che, accusato dell’omicidio del presidente della Repubblica francese, fu costretto insieme ad altri anarchici, dapprima in prigione e poi all’esilio. Una ballata dalle numerose tematiche (esemplare è il rimando al patrimonio culturale della terra di Guglielmo Tell) che trasmette con particolare intensità all’ascoltatore, la tristezza dell’addio e il fervore della passione politica.  Dietro questi esempi struggenti di addio alla città, ci troviamo ad analizzare la preziosa scelta di parole e melodia che, come in un incastro perfetto, confezionano insieme delle ballate deliziose che, oltre ad una certa dose di malinconia, permettono di ricordare sempre anche la magnifica città di Lugano. Certamente una città che merita una visita. Crocevia tra il Sud ed il Nord dell’Europa, essa rappresenta il punto d’incontro tra la cultura elvetica e quella italiana. Affermata in tutto il mondo, non solo in Svizzera, come piazza bancaria internazionale di primo piano, è nota anche per essere la più grande città di lingua italiana al di fuori dell’Italia. Sono numerose le attrattive storiche, culturali e di svago che questa città può offrire al visitatore ma, senza ombra di dubbio, il colpo d’occhio che, come nella canzoni appena citate, consente a questa città di ritagliarsi una dolce presenza nei cuori delle persone che ci passano, è il contesto ambientale in cui è posizionata, sulle dolci rive dell’omonimo e bellissimo lago alpino. Sono molti quindi gli spunti per preparare lo zaino e partire a visitare questa terra nel Canton Ticino. Potete pensare di alloggiare in Italia, risparmiando qualche soldo in questo bellissimo appartamento a Borgnana nel comune di Cuasso al Monte oppure cercare una sistemazione attraverso il portale 9flats.com ; ma non scordate al momento di tornare, di ricordare queste strofe: ” Addio cari compagni amici luganesi addio bianche di neve montagne ticinesi “.

La Presolana imbiancata

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Un inverno pazzerello ed una primavera sbarazzina hanno contribuito a portare un sole caldo nei mesi che solitamente sono i più freddi dell’anno, e di seguito neve fresca sui pendii addirittura nei giorni a cavallo dei mesi di Aprile e Maggio. Quale migliore occasione allora per poter fare una camminata sui sentieri innevati fino alle pendici della Presolana,  la montagna più affascinante delle Prealpi Bergamasche.

Questo magnifico massiccio montuoso, che raggiunge un’altitudine massima di 2.521 m s.l.m, possiede un fascino antico ed immediato, vuoi perchè le sue rocce levigate rimandano alle parenti lontane, quali sono considerate le più famose Dolomiti, o perchè fin dalla metà dell’Ottocento essa ha attratto alcuni dei più importanti nomi dell’alpinismo italiano. Dal punto di vista alpinistico infatti, la Presolana è probabilmente la più importante montagna della provincia di Bergamo anche se non è la più elevata, visto che il Pizzo Coca raggiunge i 3.050 m. Il motivo è soprattutto legato alla presenza di un gran numero di vie di arrampicata, spesso estremamente difficoltose, che ne percorrono le pareti anche a quote relativamente basse. Sono inoltre numerosi i sentieri che, a partire da tutti i punti cardinali, solcano le rocce della Presolana. Uno dei più conosciuti ed affascinanti è senza dubbio il Periplo della Presolana; sentiero piuttosto impegnativo, ma anche molto suggestivo, in quanto permette la visione di panorami mozzafiato sulle valli contigue. E’ proprio seguendo questo sentiero che si raggiungono i rifugi alpini Rino Olmo e Albani, posti sui versanti opposti della montagna.

La Presolana affascina sempre, in ogni stagione gli imponenti blocchi calcarei che solcano i canaloni hanno la capacità di catturare le differenti tonalità di luce che il sole e la luna, durante le diverse ore della giornata, riflettono su di essa. Magnifica è vederla imbiancata, il bianco della neve al tramonto la traforma in una montagna rosacea che sembra volersi esibire, non aspettando altro che essere ammirata. Come non consigliarvi allora una visita durante il ponte del primo maggio? Anche se le piste da sci di Colere e del monte Pora sono chiuse, trascorre qualche ora con ciaspole, sci di alpinismo o dei semplici scarponi sull’ultima neve della stagione può essere una buona occasione per conoscere la Presolana e le Alpi Orobie vicine. Provate a chiedere allora un pernottamento a questo appartamento o ad uno dei gestori di 9flats.com nei paesi limitrofi e poi… let’s go on the snow!

Nel regno di Tinguely

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Spruzzi d’acqua a intermittenza, frastuoni di metalli che si scontrano impazziti, nuvole di fumo ad invadere lo spazio circostante; sembra l’ambientazione di un thriller proiettato nel futuro, invece ci troviamo in uno dei più originali e incredibili luoghi: il Museo Tinguely a Basilea.

Costruito dall’architetto ticinese Mario Botta nel 1996, il museo è dedicato all’artista svizzero più amato dai bambini. E’ infatti facile incontrare mamme e nonne che si aggirano per le sale con i pargoli in estasi di fronte ai meccanismi di Jean Tinguely che, per una volta tanto, non si devono solo guardare ma si possono anche azionare e in alcuni casi addirittura salirci sopra. Il museo attira persone di tutte le estrazioni sociali e culturali perché l’arte dello scultore svizzero, con la sua spettacolarità e giocosa allegria, è facilmente accessibile anche a coloro che non si interessano d’arte. E’ molto particolare ripercorrere il percorso artistico di Tinguely. In gioventù egli si dedica prevalentemente alla pittura e produce quadri che rimandano a Dalì,  Mirò, Klee. Presto però si rende conto del fatto che dipingere non gli consente di esprimersi come vorrebbe, infatti afferma: Non arrivavo a decidere: ecco è finito. È da questo che mi si è imposto il movimento. Il movimento mi permetteva di sfuggire a questa pietrificazione, a questa conclusione“. E’ così che costruisce i primi rudimentali marchingegni fatti di fili metallici, leve e ingranaggi, attraverso i quali riesce ad esprime al meglio la sua visione del mondo. Opere queste, che costringono lo spettatore a vederle, sentirle e diventare parte di esse; vere e proprie ”antimacchine” che mettono in dubbio i dogmi su cui si basa la società dei consumi: non producono nulla e mettono in ridicolo le tecniche produttive basate esclusivamente sul risultato, sullo spreco e sul profitto.

Ma non c’è solo il museo, la presenza di questo originale artista la si coglie anche per le strade di Basilea dove è facile incontrare installazzioni di opere d’arte contemporanea che prendono lo spunto dal simbolo della città: la bellissima fontana di Tinguely. Posizionata sulla Steinenberg, per definizione la strada degli spettacoli, quest’opera include nove figure nere che, animate da corrente a bassa tensione, si muovono e spruzzano acqua nelle varie direzioni simulando uno spettacolare balletto meccanico.

Durante la sua vita, l’artista svizzero ripeteva di fregarsene di che cosa sarebbe successo alle sue opere dopo la sua morte ma, evidentemente non tutti i suoi amici si son trovati d’accordo con lui e la città di  Basilea ha saputo cogliere nel migliore dei modi la possibilità di dedicare un museo interamente a Jean Tinguely, riconoscimento solo per pochi grandi. Merita quindi un soggiorno prolungato la città svizzera posta a confine con la Francia e la Germania; www.9falts.com con i suoi gestori vi offre pertanto la possibilità di prenotare con largo anticipo la soluzione che più si addice alle vostre esigenze. Occorre solo digitare “Basilea” ed il motore di ricerca si avvia, un pò come le pazze macchine di Tinguely!

Quando il film è un road movie

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Ogni volta che si entra in una sala cinematografica per ammirare il film in proiezione, la speranza è di mettere in circolazioni quelle sensazioni che molto spesso la vita di tutti i giorni ci costringe a limitare. Sognare, amare, odiare, piangere, angosciarsi o comunque emozionarsi per una scena o una battuta, questa è la magia del cinema! Quando il film è un road movie, cioè quel genere cinematografico la cui trama si svolge prevalentemente in viaggio, allora siamo sicuri che all’uscita dalla sala, la nostra mente sarà contaminata da un favoloso desiderio di partire!

Capostipite del genere “on the road” è sicuramente una pietra miliare del cinema americano: Easy ridercon i due protagonisti che attraversano gli Stati Uniti a cavallo dei loro chopper, incarnando l’essenza della pura libertà e, non molti sanno che lo stesso regista, ebbe a dichiarare che si è ispirato al film italiano Il sorpasso di Dino Risi del 1962. Quante vicende e quanti chilometri lasciati alle spalle dai protagonisti di queste avventure? Molti di noi avrebbero voluto immedesimarsi nel giovane autostoppista, interpretato da Brad Pit,t raccolto per strada dalle due amiche Thelma & Luise, o magari essere seduto sul sedile posteriore della sgangherata “Poderosa II” del giovane Ernesto Che Guevara durante il suo viaggio sudamericano nel famoso film: I diari della Motocicletta. Molti generi si intrecciano con l’ambentazione di fondo di queste produzioni: dalla commedia, con film di successo come Sideways- In viaggio con Jack ambientato nella bellissima Santa Ynez Valley e al recente e italianissimo: Basilicata Coast to Coast girato nell’omonima regione, a film dall’epilogo talvolta drammatico. Come non ricordare allora, quello che oggi è forse considerato il miglior film di viaggio per la totale rappresentazione della ricerca della libertà e dell’anticonformismo e anche per le splendide location  immerse nella natura selvaggia: Into the Wild. Il cinema ha sempre prodotto film di genere “on the road”, particolarmente negli ultimi anni sembra inoltre che la richiesta di queste pellicole abbia indotto numerose produzioni a impegnarsi nella loro realizzazione. Sono ad esempio prossimi alla distribuzione due film molto interessanti, l’uno che ripercorre le famose vicende del libro cult di Jack Kerouac: On the Road appunto, e l’altro: The Loneliest Planet che racconta di due fidanzati americani con la smania del trekking, Alex (impersonato dal famoso “Che Guevara” Gael García Bernal) e Nica che, intenzionati a una full-immersion nella natura, arrivano in una remota valle della Georgia caucasica e si vedranno invischiati in qualcosa di drammatico che non è possibile svelare.

Paesaggi, strade, villaggi e mezzi di locomozioni protagonisti di road movie di successo come quelli sopra descritti, sono spesso diventati mete di pellegrinaggio per gli amanti del cinema, contribuendo spesso ad aumentare il flusso turistico verso le zone utilizzate nelle riprese. Potrebbe essere quindi una buona idea organizzare il prossimo viaggio partendo dalla visione del vostro film preferito; in tal caso, come sempre, non dimenticate di consultare il sito: www.9flats.com, per prenotare i migliori alloggi “on the road”!

Bellinzona e i suoi tre castelli

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La presenza di un castello o di un palazzo imponente è senza dubbio sinonimo di una certa importanza per le città. Se poi in una cittadina di medio o piccole dimensioni le costruzioni fortificate sono addirittura tre, allora è facile intuire quanto quel luogo potesse avere una valenza strategica o economica non sottovalutabile. Osservando la cinta muraria e le numerosi torri di Bellinzona, capoluogo del Ticino dai tempi di Napoleone, si ha la conferma di quanto questa città fosse un pezzo importante nello scacchiere svizzero.

Le fortificazioni di Bellinzona sono il classico esempio di strutture difensive tardo medievali strategicamente poste a protezione dei passi alpini del San Gottardo, del San Bernardino e il Lucomagno che, incontrandosi nella valle del Ticino rappresentavano e rappresentano tuttora  il collegamento tra il nord dell’Italia e l’accesso al mar Mediterraneo con la Svizzera ed il resto dell’Europa continentale. E’ molto interessante notare inoltre il posizionamento dei tre castelli, posti su diversi livelli della vallata e della montagna circostante in modo da permettere di svolgere al meglio le funzioni di osservatorio e di difesa della popolazione. Notevole è anche la lunghissima muraglia che li collega tutti sbarrando il passaggio lungo tutta la valle. Difficile se non impossibile quindi passare inosservati! Salire sulle torri per ammirare il panorama circostante, percorrere le lunga mura immaginandosi nei panni di un cavaliere medievale o semplicemente riposarsi sull’erba ben tagliata all’interno del castello per ammirane l’architettura, sono operazioni semplici, adatte a tutti e indubbimente piacevoli. E allora addentriamoci ancora un pò nella loro storia, ricordando che i tre castelli di Bellinzona: Castello Grande, Castello di Montebello e Castello di Sasso Corbaro, furono fatti costruire dai Visconti e dagli Sforza all’epoca signori di Milano, per poi passare nel 1503 agli Stati Confederati e successivamente integrati nel Canton Ticino. E la riflessione porta sempre a chiedersi: quante genti e storie diverse devono essere passate tra quelle pietre?

Entrati a far parte nel 2000 della lista del Patrimonio dell’Umanità, i castelli attualmente ospitano, nei diversi spazi ricavati al loro interno, un museo di antichi documenti e reperti archeologici, un tipico ristorante ed una esposizione d’arte a testimoniare ancora oggi il loro ruolo attivo e vitale all’interno della comunità della città. A seconda del tempo che avete a disposizione potete scegliere quanti e quale castello visitare; bastano davvero poche ore ma, se decidete di fermarvi qualche giorno nelle vicinanze di questa splendida località a ridosso delle Alpi e del lago di Lugano, potete trovare alloggio presso uno dei gestori iscritti al portale di prenotazioni www.9flats.com.

Lo stupore dell’architettura di Basilea

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Quante sono quelle città che, nel loro costante mutamento, appaiono sempre più belle? Sicuramente molto poche, ma tra queste un posto di rilievo lo merita sicuramente la città svizzera di Basilea. Qui si incontrano capolavori architettonici contemporanei di architetti di fama mondiale. Sembra quasi che i vari Renzo Piano, Mario Botta, Richard Meier o gli stessi basilesi Herzog & de Meuron abbiano scelto il respiro internazionale di Basilea per divertirsi e sorprendere.

Questa predisposizione ad accogliere progetti innovativi e all’avanguardia è figlia di un insieme di fattori che hanno portato Basilea a ricoprire un ruolo di primo piano nella “middle-Europe“. Grandi investitori, banche, assicurazioni, industrie farmaceutiche e l’importante ente fieristico, hanno deciso di impiegare una parte consistente del fiume di denaro che circola nelle loro casse, nel collezionismo d’arte e nella realizzazione di edifici belli e funzionali. Coraggio imprenditoriale unito però ad una visione moderna, aperta alle novità a cui hanno contribuito anche le istituzioni locali.

Moderno e tradizionale si intrecciano in un quadro d’insieme armonioso. A partire dal centro cittadino, dallo straordinario Museo di Tinquely e della vicina sede della banca Biz, opere dell’architetto ticinese Mario Botta, è possibile iniziere un itinerario architettonico di visita per poi spostarsi verso le parti periferiche della città alla scoperta di altre opere straordinarie. Lo stadio St. Jacob degli architetti cittadini Herzog & de Meuron, sede della gara di apertura dei campionati Europei di calcio del 2008, è un colpo d’occhio straordinario per chi arriva in macchina o in treno da sud; la scritta enorme sulla parete esterna: BASEL.CH, è il caloroso benvenuto ai visitatori. Se si varca il confine, in territorio tedesco è stratosferico ammirare i capannoni industriali nel regno del design del Vitra Museum. Occorre una giornata intera per perdersi in questo fantastico Campus dove l’omonima azienda di mobili e design ha coinvolto il gotha dell’architettura contemporanea per ricostruire il complesso di produzione distrutto da un incendio. Frank Gehry, alla sua prima realizzazione europea, Alvaro Siza, Tadao Hando e Zaha Hadid sono solo alcuni dei personaggi che hanno trovato qui il loro paradiso realizzativo fino al capolavoro recente del VitraHaus dei soliti Herzog & de Meuron. Ma è quando l’opera architettonica a porsi a disposizione dell’arte che si raggiunge l’apice del godimento e, tra i migliori musei d’Europa, è il dono a Basilea di uno dei protagonisti del mercato dell’arte della seconda metà del novecento: Ernst Beyeler con l’omonima Fondazione. Degno continetore delle opere di Picasso, Rothko, Mirò e Giacometti è l’edificio progettato nel 1997 da Renzo Piano; semplice, lineare ed in perfetta armonia con la natura circostante che si può ammirare dall’interno del museo grazie alle immense vetrate.

Se si amano l’arte e l’architettura dei nostri tempi, Basilea è una delle città più interessanti del panorama mondiale. La fiera di Giugno dell‘ Art Basel è un appuntamento da non mancare ma, anche per risparmiare qualche soldo, anche gli altri periodi dell’anno sono ottimi per passare qualche giorno sulle rive del Reno. Non dimenticatevi di prenotare un alloggio attraverso il portale www.9flats.com; dove troverete numerosi gestori che possono aiutarvi nel programmare i migliori itinerari. Che ne dite di chiedere a Heike e Renè; provare per credere!

Murales marsigliesi

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Qualcuno parla di “fascino del disordine”, altri si soffermano sulla multiculturalità degli abitanti, altri ancora apprezzano il porto, la parte vecchia sulla collina circostante o il panorama che si gode dall’alto della cattedrale di Notre-Dame de la Garde, ma Marsiglia colpisce anche per i numerosi Murales che compaiono nei posti più svariati della città.

Murales che sembrano voler dare un qualche significato alla città; perchè Marsiglia è così, inevitabilmente vecchia e nuova. Proiettata al futuro senza dimenticare le radici multiformi. Dai quartieri rionali invasi dalle bancarelle di frutta, pesce e verdura così come nei quartieri alti. Tutto è normale e tutto è diverso.

Come chi vive nei rioni della città francese, non fosse altro per il colore della pelle dei suoi abitanti! Decisamente un meltin’ pot di razze lungamente lasciato ai margini dalle faccende dell’Europa che conta e su cui oggi si fanno convergere attenzioni, aspettative e investimenti.

Tutti fattori questi che vengono colti e rafficurati con precisione dagli artisti di queste bellissime opere murali che, come spesso accade, si propongono come precursori dei fermenti artistici in atto. Negli ultimi tempi Marsiglia è cambiata, invasa da un flusso culturale che dovrebbe avere il suo apice il prossimo anno quando saranno visibili i vari progetti in cantiere per i festeggiamenti indetti per la recente nomina di “Capitale europea della cultura 2013”. Ne conseguono numerose opere in fase di realizzazione affidate ai nomi più altisonanti dell’architettura moderna. Ci sono proprio tutti, dall’irachena Zaha Hadid, al marsigliese Eric Castaldi. E poi ancora, Massimiliano Fuksas, Norman Foster ed Eric Ricciotti; tutti coinvolti nel progetto “Euroméditerranée” atto a ridare volto e dignità alla città un pò troppo trascurata negli ultimi decenni. A testimonianza del cambiamento di approccio verso l’idea che l’arte e architettura possono sostenere lo sviluppo cittadino, fra le tante iniziative è importante sottolineare la realizzazione di atelier temporanei installati nelle aziende a far da raccordo tra arte e industria.

Nati da movimenti di protesta, come libere espressioni creative della popolazione contro il potere, i Murales hanno assunto sempre più nel tempo valore estetico, pur conservando, nei migliori casi, anche valore sociale. Murales per dire, comunicare e abbellire. Segnali che, come abbiamo detto, Marsiglia ha saputo cogliere e portare a compimento investendo su quello che l’arte può esprimere. L’auspicio è che molte città possano seguire questo esempio e che qualche lettore, dopo aver letto questo articolo, prenda lo spunto per organizzare il suo prossimo viaggio, magari proprio in questa città mediterranea. In tal caso è sempre buona cosa alloggiare presso uno dei numerosi alloggi presenti nel portale www.9flats.com.

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