Ai piedi dell’Arera, la Cattedrale Vegetale

Scendendo dalla vetta del Pizzo Arera, considerato fra le vedute panoramiche più incantevoli delle Prealpi Bergamasche, percorrendo la strada che porta verso il paese di Oltre il Colle, a 1345 metri di altitudine ci si imbatte inevitabilmente nell’imponente Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri. Documentandomi in loco ed in seguito attraverso una più approfondita ricerca sul web, scopro quanto è suggestivo addentrarsi in questo progetto artistico.

Circondata da una cortina naturale di alberi al centro di una radura silenziosa, questa opera di architettura vegetale copre 650 metri quadrati di superficie ed è costituita da 5 navate e 42 colonne costruite con 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, 6 mila metri di rami di nocciolo, uniti da legno flessibile, picchetti, chiodi e corde secondo l’antica arte dell’intreccioIl progetto prevede che all’interno delle colonne crescano42 piante di faggio e, con il trascorrere del tempo, la natura prenderà completamente il sopravvento; gli alberi andranno infatti a sostituirsi ai pali di abete intorno, sempre più logori. Con la sua struttura aperta e percorribile in ogni direzione è destinata a diventare teatro naturale per eventi legati ad altre discipline della creatività e luogo di sosta per momenti educativi, formativi e di svago. La Cattedrale Vegetale è un’opera di Giuliano Mauri, riconosciuto artista internazionale purtroppo scomparso nella primavera del 2009, lasciando numerosi progetti ancora in fase di realizzazione, come questo ai piedi del Monte Arera terminato grazie alle indicazioni del figlio Roberto e da una squadra di abili carpentieri, sotto la direzione artistica di Paola Tognon.

Come spesso accade quando ci troviamo di fronte ad un qualcosa di sconosciuto, la curiosità spinge ad approfondire le conoscenze e, l’arte di Giuliano Mauri “anarchico poetico della piana, carpentiere privo di arroganza intellettuale” come lo definisce il critico e amico Philippe Daverio, non lascia di certo indifferenti. Affascina il concetto che le piante andranno a riempire i vuoti lasciati dal disfacimento del legno e a quel punto la gente constaterà che la natura dialoga con l’uomo, come sempre ha fatto e sempre farà, anche se spesso noi questo lo dimentichiamo.

La realizzazione di quest’opera, iniziativa di forte rilievo culturale e naturalistico, ha trovato nelle pendici e nelle alture del Monte Arera un luogo di rara bellezza e intensità che invito tutti a visitare. Per chi necessità di un alloggio per trascorrere qualche giorno nelle vicinanze di queste bellezze, consiglio di appoggiarsi ad uno degli appartamenti che i gestori di 9flats.com mettono a disposizione dei viaggiatori; in particolare segnalo: www.9flats.com/it/places/24968-appartamento-seriate a Bergamo, oppure: www.9flats.com/it/places/23280-appartamento-milano nella vicina Valle Imagna.

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