A Pisa, nel Tuttomondo di Haring

Forse pochi sanno che, nella città della torre pendente più famosa del mondo, durante il suo ultimo viaggio in Italia nel 1989, Keith Haring realizzò su di una parete di centottanta metri quadri del convento di Sant’Antonio Abate di Pisa il bellissimo murale “Tuttomondo”.

Consapevole di essere malato di aids, con questa opera Keith Haring volle lasciare un segno permanente della sua arte nel paese che detiene il maggior numero di opere d’arte di tutto il pianeta. Durante la realizzazione, egli curò in maniera maniacale tutti i minimi particolari, dalla tecnica ai materiali utilizzati, anche per trovare tempere acriliche che potessero mantenere la tonalità originale il più a lungo possibile su di una parete muraria esterna. Colori dei più disparati e trenta figure dalla impronta caratteristica sviluppano nel murale il tema della pacifica convivenza dei popoli. “Tuttomondo” inoltre, a differenza di tutti gli altri murale creati in una sola giornata proprio perché pensati come contaminazioni temporanee del luogo di realizzazione, è stato frutto di un estenuante lavoro durato una settimana. Come in tutta la sua arte, Haring traccia i contorni delle figure con un segno nero spesso e continuo, delineando con precisione le forme, intervenendo poi con colori elementari, senza mezzi toni nè sfumature, in una raffigurazione bidimensionale, piatta e compressa come un geroglifico egizio.  Artista visionario che ha vissuto in fretta e intensamente la sua vita, Keith Haring ha lasciato segni indelebili nella storia dell’arte moderna che possiamo ben riassumere attraverso le sue parole: “L’arte deve poter essere per tutti e dappertutto…” e deve consentire alle “…persone ad andare lontano con la fantasia”; concetti chiari, semplici e immediati che hanno fatto breccia nel cuore della nostra generazione.

La città di Pisa, dopo più di vent’anni dalla realizzazione, ha promosso il restauro di quest’opera d’arte che dovrebbe concludersi proprio in questi giorni e, a maggior ragione, può rappresentare una bella occasione per ammirarla e godersi una visita al Convento di Sant’Antonio Abate e alla meravigliosa Piazza dei Miracoli. Alloggiare qualche giorno in questo appartamento: www.9flats.com/it/places/25931-appartamento-tirrenia?origin=search, che aderisce al progetto di ospitalità tra privati promosso dal portale tedesco www.9flats.com, vi consentirà inoltre di trascorrere qualche ora di meritato riposo in riva al mare, nello splendido scenario del litorale tirrenico a pochi chilometri dalla città: a “Tuttomondo” insomma!

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2 risposte a “A Pisa, nel Tuttomondo di Haring

  1. Non conoscevo questo murales, come non conoscevo i murales di Orgosolo e della Sardegna, neanche quelli di Marsiglia, eppure è una forma d’ arte che ammiro. Ho realizzato un murales qui a Firenze negli anni 80, ma è sparito nel nulla, grazie all’ incuria e al tempo che passa. Spero che questa meraviglia sia sempre valorizzata e tenuta con cura, come spero che non spariscano nel nulla i favolosi murales popolari della Sardegna . Grazie per l’ informazione, Pisa è a due passi ci faccio sicuramente una visita.

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