Quando il viaggio è in un libro

Quante volte, seduti sulla poltrona di casa o comodamente sdraiati su di una coperta nel prato sotto l’albero del giardino, nell’impossibilità di esserne i principali protagonisti, abbiamo dovuto “accontentarci” della lettura di un buon libro di viaggio? Solo parole ma parole che smuovono, come questo breve dialogo frutto della estrosa penna di Jack Kerouac: “Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare».

Il libro di viaggio è infatti come uno di quei pochi oggetti misteriosi che, se usato nel modo appropriato, può davvero regalare momenti di vero piacere e rilassatezza. Possiamo includere in questa categoria letteraria numerose tipologie di scritti: i diari, i resoconti di viaggio, i famosi taccuini di appunti, le avventure o semplicemente alcune guide e mappe di buona qualità. Ogni qualvolta il lettore ne entra in possesso viene infatti proiettato in luoghi lontani e fantasiosi che non sempre potrà in seguito veramente visitare. Per fare qualche nome, come non citare l’incredibile resoconto del “Viaggio in Italia” di J.W. Goethe, forse uno degli esempi più eccelsi di quello che può essere considerato il vero diario di viaggio, pratica comune nei secoli scorsi degli aristocratici durante i loro viaggi di formazione. Lo stesso Bruce Chatwin nelle sue pubblicazioni, tra cui spiccano i capolavori: “In Patagonia” e “Anatomia dell’irrequietezza“, analizza il tema del viaggio, della scoperta, dello studio storico e sociale dell’uomo, dimostrandosi un abile narratore di storie alle prese con generi letterari diversi. E come dimenticare “On the Road“, il romanzo autobiografico dello scrittore statunitense Jack Kerouac basato su una serie di viaggi in automobile attraverso gli Stati Uniti. Come si può immaginare sono moltissimi coloro che scrivono di viaggi; Ryszard Kapuściński, Chuck Palahniuk, Joseph Conrad, Ernest Hemingway fino ad arrivare ai conterranei Paolo Rumiz e Enrico Brizzi, ma sono solo alcuni nomi ai quali affidarsi per scoprire questo mondo. Sono davvero tanti i titoli che vorremmo leggere e consigliare ma, vista anche la varietà di generi che si inseriscono in questa categoria, non sarebbe più interessante un consiglio da parte vostra?

A forza di parlarne, tra realtà e finzione, la voglia di partire per un viaggio si è moltiplicata. Non resta allora che preparare lo zaino e mettersi in cammino per trasformare quel sogno in realtà. Non dimenticate di dare una sbirciatina a www.9flats.com per prenotare gli alloggi nelle destinazioni prescelte. Consiglio di provare queso portale anche perché è sempre possibile incontrare gestori molto interessanti ed ospitali, quasi da scriverne un libro!

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Una risposta a “Quando il viaggio è in un libro

  1. Jack Kerouac è uno tra i miei scrittori preferiti. Leggere On The Road fa venir voglia di salire sul primo treno in corsa.

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