L’Adamello dal rifugio Garibaldi

La punta della montagna circondata della sola neve con l’azzurro del cielo ed il bianco delle nuvole a contorno, è questa la visione magica della vetta dell’Adamello che si osserva dal Rifugio Giuseppe Garibaldi sulla sponda del Lago Venerocolo. E’ questo il punto di arrivo dell’Alta Via dell’Adamello per chi la percorre nel senso da sud a nord alla base della imponente pare­te nord dell’Adamello, in uno scenario di vette di in­comparabile bellezza.

Ma facciamo qualche passo indietro e vediamo di ripercorrere la salita dal fondovalle. Al rifugio si accede dal paese di Temù, attraversando la Val d’Avio. Percorsa in macchina la strada sterrata che sale alla Malga Caldea, si continua a piedi lungo il segnavia n. 11  salendo il ripido versante della “Sigosta“. Raggiunto il laghetto, si avanza percorrendo la sponda del Lago d’Avio prima e del Lago Benedetto a seguire fino ai piedi della cascata che precipita le sue acque nella parte più orientale del lago. A questo punto si risale il breve salto di rocce denominato “Sigostino” fino a raggiungere in piano il verdissimo pianoro paludoso della Malga Lavedole dove non è raro incontrare cavalli liberi di correre e pascolare. Superato il torrente si inizia l’ultima e tremenda sali­ta del ripidissimo “Calvario“; il cui nome è azzeccatissimo. Superati alcuni ruderi, la stradina a tratti sel­ciata rag­giunge la chiesetta dedicata alla Madonna dell’Adamello. A quel punto diga e rifugio sono a pochi minuti di cammino, per un totale di circa 3 ore e circa 950 metri di dislivello.

Il rifugio, di proprietà della Sezione di Brescia del CAI, dispone di 120 posti letto con il bi­vacco invernale sempre aperto ed è uno dei rifugi più frequentati per la sua strategica posizione nel cuore della catena ada­mellina. Esso ha sostituito il vec­chio Rifugio Garibaldi, ora sommerso dalle acque del Lago Venerocolo, che durante la prima guerra mondiale costituiva il punto di partenza delle operazioni belliche sul ghiacciaio del Pian di Neve. In quel periodo una serie di teleferiche collegavano il rifu­gio al Passo Garibaldi poco più sopra, oltre il quale era stata costruita sul ghiacciaio una piccola città tra cui l’infermeria Carcano e la pic­cola chiesetta. Da qui il panorama è davvero notevole, il monte Adamello con i suoi 3539 metri di altitudine domina l’orizzonte. Per i più esperti siamo solo ad un nuovo punto di partenza, seguendo infatti per un tratto l’Alta Via dell’Adamello, si possono raggiungere i ruderi della sta­zione di partenza della teleferica militare per il Passo Garibaldi e da lì salire per puntare alla vetta. Ma questa è un’altra avventura.

Ponte di Legno, Temù e tutta l’alta Valle Camonica rappresentano una delle aree più affascinanti delle alpi lombarde tutte, sia per le meravigliose montagne con i loro ghiacciai che per le numerose testimonianze storiche e della memoria presenti. Soggiornare nelle vicinanze di questi luoghi, consentirà di organizzare giorno dopo giorno escursioni, camminate e avventure che, come quella appena descritta, resteranno sempre scolpite nella memoria.

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