Huayacàn, tra deserto e povertà peruviana

Written by Ema & Luca

Huaycàn è un luogo desertico alle pendici delle Ande, distante 35 Km da Lima, capitale del Perù. Una zona presa d’assalto negli anni da migliaia di esteras (dimore fatte di pareti di paglia intrecciata) e in cui gli insediamenti più recenti, negli anelli periferici della città, determinano le situazioni più gravi. Il livello di povertà e il degrado ambientale classificano Huaycàn come “zona d’emergenza”.

HUAYCAN_VALLE

Le situazioni che quotidianamente si vivono a Huaycàn sono molto differenti tra loro. L’impressione che abbiamo avuto è quella di un Perù a “due velocità”, con contraddizioni anche forti le une accanto alle altre comunque in un contesto che noi faticheremmo ad accettare. Si può trovare un centro commercialeHUAYCAN_BIMBI di nuova costruzione e a 1 km di distanza avere migliaia di persone che vivono in baracche di pochi metri quadrati. Nonostante lo sviluppo economico degli ultimi anni stia offrendo la possibilità a molte persone di migliorare la propria condizione, problemi come la malnutrizione sono realtà ancora diffuse (in Perù oltre 500.000 bambini – su una popolazione di circa 38ml di abitanti – sono malnutriti). Chi ha un lavoro riesce a guadagnare fino a 700 SOL al mese (circa 220 euro); la cifra è di tutto rispetto in confronto a molte altre situazioni ma non permette di avere tante comodità o di far studiare i figli senza difficoltà e spesso il lavoro è solo temporaneo. Si ha l’illusione del benessere senza riuscire ad agguantarlo e con un forte senso di frustrazione. Per lavorare nella maggior parte dei casi è necessario andare a Lima che dista solo 30 km ma comporta un viaggio di 2 ore a tratta ammassati in piccoli van sovraccarichi.

foto peru

Quello che fa più male è la povertà morale, la mancanza di amore, la violenza soprattutto in famiglia. La malnutrizione, i traumi infantili e la violenza del terrorismo HUAYCAN_FRANCISCOsono tutte cause della forte diffusione di problemi mentali tra la popolazione di Huaycàn: secondo una stima della Direzione Sanitaria circa il 33% degli abitanti ne è affetto. Prima di visitare il Museo della Nacion a Lima avevamo sentito parlare del Terrorismo in Perù ma non ne immaginavamo la portata. La CVR (Comisión de la Verdad y Reconciliatión) stima che i morti legati al terrorismo nel periodo dal 1980 al 2001 siano stati circa 69.300. La violenza ha avutoHUAYCAN_01 inizio nel 1980 ad opera di una fazione maoista chiamata Sendero Luminoso. La sua azione si è concretizzata in un’onda crescente di assassini e attentati dinamitardi contro stazioni di polizia, banche, istituzioni pubbliche e torri dell’alta tensione. Il loro obiettivo finale era la distruzione dello “Stato vecchio” e l’instaurazione della “Republica de la Nueva Democracia”, un’autarchia totalitaria capeggiata dal leader Guzmán. Huaycan nacque durante quel periodo, all’inizio degli anni Ottanta. La sua vicinanza alla capitale e alla “Caretera Central” ne hanno fatto luogo di incontro e HUAYCAN_Kaffollamento di centinaia di disperati in fuga dalla violenza del terrorismo che si sono organizzati in una comunità autogestita. La dura risposta che il governo diede alla Lotta Armata contribuì alla creazione di un clima di terrore in cui Polizia e Terroristi operavano allo stesso modo con rastrellamenti, esecuzioni di massa, desaparecidos. La comunità di Huaycàn conta oggi circa 150.000 persone divise in 25 zone (dalla A alla Z). L’area è cresciuta velocemente in maniera non troppo pianificata; solo a posteriori si sta intervenendo a poco a poco portando le utenze primarie (da pochi anni sono state portate luce, acqua e fognature). Si stanno creando anche spazi verdi e aree di di svago come campi e piccoli parco giochi per bambini. Da pochi anni la strada principale è asfaltata; questo ha ridotto significativamente la polvere, fattore che assieme all’umidità ed alle scarsissime precipitazioni crea l’habitat ideale per malattie anche mortali come la tubercolosi.

HUAYCAN_CAPPELLE

In mezzo a tanta sofferenza, quello che più ci ha sorpreso sono stati l’allegria e la spontaneità della gente, i loro sorrisi, i bambini capaci di divertirsi con poco. In due settimane non abbiamo mai visto un bambino piangere. Il programma di adozione a distanza potrebbe essere il modo per noi, così lontani da quella povertà e da quella dura situazione, di aiutare chi non per scelta si trova a conviverci quotidianamente.

La vera povertà è nella testa. Se non si fa crescere il senso di responsabilità tutte le politiche sono sterili”  Padre Giovanni Bigoni Fornoni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...