Autunno veneziano, ricordando la Biennale

Osservare Venezia, dal davanzale di una finestra o dal bordo di uno dei silenziosi canali che ne tagliano i muri delle case, passeggiare su e giù per i ponti che separano le strette calle, tipiche strade cittadine, ascoltare i rumori e respirarne gli odori non sempre delicati dell’opaca laguna, tramanda a chi lo sa cogliere il sapore DSCN7152antico del mondo. Un mondo che aperto al mare d’oriente pare voler iniziare la propria storia proprio da lì.

I colori migliori, quelli che inchiodano gli attimi, che risvegliano i sensi e riabilitano l’estetica del bello, sono quelli d’autunno, quando il sole fa capolino lentamente al di la del mare quasi volesse prepararci ad un lungo addio.

Anche l’arte sembra esserne d’accordo, e Venezia è arte, ovunque. Lo sanno bene i numerosi visitatori che ogni paio d’anni si accalcano per far parte di quello DSCN7141straordinario nugolo di esseri umani che ancora si emoziona davanti alle opere della Biennale d’arte. Parecchi mesi sono ormai trascorsi dall’ultima edizione, ma come è possibile scindere una passeggiata autunnale tra Piazza San Marco ed il molo con i ricordi delle installazioni e delle opere provenienti da ogni angolo del pianeta.

PDSCN7158ersino negli anfratti più nascosti di questa meravigliosa città è possibile imbattersi in qualche strano oggetto, frutto della tradizione e delle continue integrazioni, due 1471819_10152143745944155_254679145_ntermini questi spesso contrapposti, che qui creano curiosità, tendenza, e forse si, proprio arte nel suo stato originale. Venezia lo sappiamo tutti, è unica al mondo, ma facciamo di più; e allora cerchiamo, chiediamo, sfruttiamo ogni secondo per lasciarci travolgere dal vento della scoperta.

Solamente il venire della sera, al ristoro di un caldo caffè in un localino seminascosto dai porticati o nell’assonnato e rumoroso vagone che ci riconduce da dove eravamo partiti, avremo la certezzaDSCN7155 che l’antico e il moderno, il locale ed il globale,DSCN7146 il bianco ed il nero, a Venezia sono un tutt’uno.

Con il passare dei giorni e l’affievolirsi dei ricordi del nostro andare frettoloso, si andranno a perdere le tracce di quegli attimi di pura poesia incontrata. Ma basterà un incontro, un piccolo segnale di risveglio dei nostri pensieri a far riemergere la sensazione dell’essere ancora in cammino. Un andare continuo, come se non l’avessimo interrotto mai il girovagare per le terre della laguna ma ad averlo iniziarlo proprio da là, quel giorno, il nostro viaggio, come Marco Polo alla scoperta del mondo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...