Oświęcim e Brzezinka, per non dimenticare Auschwitz e Birkenau.

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2015

Oświęcim e Brzezinka in lingua originale polacca traducono il nome più famoso tedesco di due località che non possono e non devono essere dimenticate: Auschwitz e Birkenau. Ho esordito con due parole diverse, straniere, ai più non conosciute perché, durante il viaggio in questi terribili luoghi della memoria, si ha l’impressione che il solo nominarli provocasse fastidio, come se una pronuncia diversa desse in qualche modo la possibilità di nascondere l’esistenza dei campi di concentramento. E’ solo una sensazione, come ce ne sono tante, ma forse sottolinearla contribuisce a ricordare ancora di più.

E’ difficile, forse inutile, provare a descrivere cosa si prova di fronte al cancello con l’ormai celebre scritta “Arbeit macht frei”: il lavoro rende liberi. Qui il viaggio e la seguente visita ai campi di concentramento diventano un fatto personale, tuo nei confronti di tutti quelli che lì dentro ci sono stati davvero. L’aria, i colori, la gente attorno è tutta completamente diversa rispetto a qualche minuto prima. Ogni attimo racchiude in sé molteplici pensieri e nella mente appaiono i ricordi, quelli più impensabili, proprio in quel momento, all’interno di una baracca, osservando le foto dei visi scarni di quelle persone che hanno terminato lì la loro vita terrena o camminando nei dintorni dei reticolati di filo spinato, spesso teatro di gesti di liberazione estremi. La presenza della guida che spiega l’incredibile ingranaggio mortale costruito dai Nazisti, consente di restare aggrappati alle cose concrete. Prima Oświęcim-Auschwitz con le baracche, i reticolati, e l’esposizione degli oggetti appartenuti ai prigionieri poi, a pochi chilometri, Brzezinka-Birkenau, il campo di sterminio. Qui solo qualche baracca ricostruita, immensi campi incolti e macerie, ma non occorre vedere! Dal cumulo di macerie si erge, come un terribile sogno, l’immagine di quello che doveva essere l’infernale meccanismo dei forni crematori. Silenzio, tutto è silenzio. Solamente alcune ore, al rientro in serata nella vicina Cracovia, si ritorna alla realtà.

Visitare i campi di concentramento di Oświęcim e Brzezinka è una esperienza che non lascia indifferenti, tutti prima o dopo dovremmo trovare il tempo di andarci. Cracovia è la città vicina più importante da dove ogni giorno partono autobus privati e pubblici per raggiungere i campi e dove è possibile soggiornare.

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